Le lingue, si sa, sono un corpus vivo e mutevole, e la la lingua inglese viva sta cambiando e diventando sempre più essenziale, o volendo essere realistici potremmo dire scarna o povera. Una ricerca condotta da Tony McEnery, professore di Linguistica alla Lancaster University, ha verificato che il numero di parole differenti utilizzate dai ragazzi su internet o negli sms è ridottissimo. In un terzo delle conversazioni analizzate, infatti, appaiono solo e sempre le stesse venti parole. Il fulcro del mutamento non risiede nell’ignoranza: i ragazzi conoscono moltissimi termini, mediamente quarantamila; è proprio il vocabolario che utilizzano in rete che è così ristretto, e che si compone in tutto di circa 800 parole. Quali sono? Ovviamente troviamo dei termini  indispensabili per portare avanti la conversazione: «yeah» (sì), «but» (ma) e «no», ma anche parole che chi ha studiato inglese a scuola qualche anno fa non conosce, come «spong», che significa stupido, oppure l’acronimo “lol”, ovvero “laughing out loud”, ridere a crepapelle.