Dopo il comunicato diramato nella giornata di ieri da parte della CISL, in cui si mette in evidenza come la ferma intenzione della CGIL di ricorrere allo strumento dello sciopero per le novità fiscali che emergono all’orizzonte sia fuori luogo, arrivano le prese di posizione di singoli esponenti, sia nella stessa CISL, sia per quanto concerne l’UIL.

Bonanni, ad esempio, al Corriere della Sera ha detto: “Fatti da soli, talvolta accompagnati da qualche politico, non sono scioperi generali, ma al massimo possono definirsi proteste a forte venatura e ipoteca politica. Penso che la riforma fiscale si possa fare solo con la collaborazione e la cooperazione di tutti. Spero che il Governo riesca a creare subito una consulta in cui tutti i soggetti economici, sociali e politici, anche l’opposizione, possano operare insieme all’esecutivo per ragionare, convergere e dare spunti e indicazioni forti al Parlamento “. Sulla stessa lunghezza d’onda Angeletti, intervistato da Il Giornale: “E’ un tema importante e non si può pensare di fare una riforma di questo genere contro qualcuno, se non contro gli evasori”.