Nel caos che si è creato nella maggioranza dopo che la proposta di dare il via ai bombardamenti della Libia da parte dell’Italia, in aperto contrasto con la Costituzione italiana e con le risoluzioni dell’Onu e della NATO, il governo incassa il Si di Giorgio Napolitano ai raid.

La Lega Nord ha dichiarato che non approverà mai, né in parlamento né in Consiglio dei Ministri, un’operazione di aperta aggressione nei confronti di uno stato straniero ed è a questo punto che il presidente della Repubblica si è detto favorevole ai raid tanto sponsorizzati dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa.

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La presa di posizione di Giorgio Napolitano a favore dei bombardamenti  sulla Libia ha sconcertato la maggioranza stessa: “L’ulteriore impegno dell’Italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a Marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento” ha detto il Presidente della Repubblica italiana.

Questa presa di posizione potrebbe far pensare che anche il presidente Napolitano abbia voluto sostenere la richiesta fatta dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, o che si stia facendo carico di un tentativo di far cadere il governo Berlusconi con dei mezzi non propriamente da “difensore della Costituzione”.

Difatti, oltre alla Lega Nord, sono contrari ai bombardamenti anche altri esponenti della maggioranza come Giovanardi, che dichiara: “L’intervento in Libia è completamente sbagliato, i presupposti sono e restano del tutto infondati. Secondo questa logica assurda avremmo più motivi per bombardare la Siria dove Assad massacra i manifestanti e rappresenta una parte di popolazione molto inferiore a Gheddafi” e Alfredo Mantovano che dice che vi sono, all’interno del governo, delle riserve “a titolo personale”.

Queste riserve portano a pensare che nel Consiglio dei Ministri la maggioranza sia contro i bombardamenti sulla Libia.