Tra le notizie dell’ Ansa, e delle altre maggiori agenzie di stampa nazionali, diffuse ieri e riprese poi dai siti internet del Corriere della sera, del Messaggero, di Libero e di molte altre testate giornalistiche, ve ne era anche una che annunciava il passaggio di proprietà del Canal Grande di Venezia dal comune di Venezia allo Stato Italiano.

Si trattava di una notizia stupefacente perchè non si riusciva a comprendere in base a quale strano provvedimento il più famoso dei canali di Venezia sarebbe passato dalla proprietà comunale a quella statale.

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Secondo chi ha diffuso la notizia, tale passaggio di proprietà sarebbe stato causato dall’abrogazione di un decreto del 1904 che sanciva il passaggio di proprietà del Canal Grande dallo stato italiano al comune di Venezia, all’interno del provvedimento salvaleggi seguente alla procedura di snellimento della normative.

I canali di Venezia sono assimilabili alle strade comunali delle altre città. Normalmente si tende a declassare le strade interne ai comuni, anche quando sono provinciali o statali, a comunali, per facilitare la gestione, la manutenzione e le assicurazioni.

Il ministro Calderoli, che ha seguito in prima persona i procedimenti di snellimento del sistema normativo italiano e dell’abrogazione delle leggi, ha assicurato che il Canal Grande è del Comune di Venezia e resterà tale.

Difatti  l’operazione di snellimento del sistema normativo italiano non può intervenire sui passaggi di proprietà anche quando questi passaggi di proprietà sono stati promossi tramite decreto del parlamento.