Il presidente americano Barack Obama ha infine palesato apertamente la propria posizione sulla crisi egiziana.
Stando a quanto riportato stamane dal New York Times, il capo di stato USA avrebbe contattato personalmente Mubarak, consigliandogli caldamente di non ricandidarsi alle elezioni del prossimo settembre, e di rendere la decisione nota al pubblico il più presto possibile.

Pronto l’ “obbedisco” da parte egiziana: proprio in questi attimi la tv di stato sta trasmettendo in diretta il discorso dell’uomo che ha retto il paese nell’ultimo trentennio, durante il quale presumibilmente sarà annunciato il prossimo ritiro. Non si sono comunque placate oggi le proteste da parte dei manifestanti: oggi al Cairo erano in due milioni a chiedere a gran voce la testa (neanche tanto metaforicamente) di Mubarak, dando de facto il colpo di grazia ad un governo già abbattuto.
Si chiude un’era, se ne aprirà un’altra. L’augurio è che questo possa avvenire serenamente e senza spargere altro sangue.